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Ricetta del pane fatto in casa con pasta madre e l'interno di un trullo


  
Pane fatto in casa con pasta madre 

Ingredienti (da utilizzare a temperatura ambiente)
150 gr di pasta madre rinfrescata e attiva, 600 gr di farina "0", 350 gr di acqua, un cucchiaino di miele, 12 gr di sale.
Preparazione
In una ciotola capiente sciogliete la pasta madre con l'acqua, aggiungete un cucchiaino di miele, la farina un po' per volta e il sale. Amalgamate bene il tutto e impastate senza mai "stressare" la pasta, giratela di un quarto e raddoppiatela, senza mai strapparla, per una ventina di minuti. Nel caso la pasta perdesse elasticità e diventasse troppo dura, sbattetela sul tavolo con forza. Dopo aver lavorato bene l'impasto, formate un panetto rotondo e avvolgetelo, senza comprimerlo, in un canovaccio spolverizzato con poca farina, all'interno di un comodo contenitore. Introducete il contenitore in un sacchetto di plastica e collocatelo in un luogo riparato da correnti d'aria, per circa sette ore, il tempo necessario per consentire la lievitazione. Trascorso questo tempo, foderate una teglia con carta da forno, prelevate dal contenitore l'impasto lievitato, capovolgetelo e introducetelo nella teglia. Con una lametta praticate sulla superficie delle incisioni e cuocete nel forno già caldo a 250° per 20 minuti, poi abbassate la temperatura a 200° e cuocete per altri venti minuti. (I tempi di cottura e la temperatura variano in base al tipo di forno utilizzato). Sfornate il vostro pane, toglietelo dalla teglia e fatelo raffreddare su una griglietta. Il pane lo potete conservare in un sacchetto di carta avvolto da un sacchetto di plastica.

 



  
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L'interno di un trullo








"Parlare di pane vuol dire parlare del quotidiano e parlare di come si impastava in casa vuol dire parlare di un quotidiano che è ormai lontano. Ma alla tradizione occorre rivolgere lo sguardo per comprendere caratteristiche e peculiarità di un alimento fortemente radicato nel contesto sociale e culturale della nostra terra. La preparazione del pane prevedeva un rituale ben scandito nel tempo. Appena si costituiva una nuova famiglia, la sposa doveva accordarsi con le altre donne del vicinato per inserirsi nei turni del giorno del pane. La sera prima della panificazione cominciava il lavoro con la preparazione del lievito, che fermentava per tutta la notte. All'alba proseguiva con il lungo lavoro dell'impasto. Le famiglie contadine erano quasi tutte numerose, perciò la massaia impastava fino a quindici chili di farina. La massa (impasto), poi, veniva posto sotto le coperte di lana a lievitare. Il luogo consono era, quasi sempre, il grande letto matrimoniale, non solo perché ancora caldo dei corpi della notte, ma anche perché era il simbolo dell'amore e della lievitazione della vita. Sulla massa, inoltre, si scavava un lungo segno di croce. Il rituale si chiudeva con l'infornata: vi presiedevano parenti e amici ed era l'occasione per scambiare chiacchiere sugli accadimenti della vita. Quando poi, finita la cottura, il fornaio portava il pane dorato, casa per casa, era una festa. Si respirava il senso dell'abbondanza. Una volta raffreddato, il pane in grandi forme di quattro o cinque chili, veniva posto a conservare in una cassapanca e questa operazione era accompagnata da una giaculatoria (preghiera) di ringraziamento. Era un pane dal sapore unico! Mangiato con un povero companatico di olive, con un filo di olio o bagnato nell'acqua una volta indurito. Ma si mangiava anche da solo soprattutto quando era fragrante. Non si poteva e non si doveva buttare, perché "non voleva Cristo". Finché c'era un pezzo di pane si poteva aver fiducia nella vita e sperare. Se non altro, non si moriva di fame".

(Il testo è stato trascritto da un'etichetta affissa nella cucina di un trullo)



10 commenti:

  1. Totally YUMMY..I love it..Delicious.

    Aarthi
    http://yummytummy-aarthi.blogspot.com/

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  2. ciao Lady
    il fascino dei trulli è assolutamente unico e la storia del pane che hai trascritto è vera credimi .
    peraltro la tradizione di porre a lievitare il pane sotto le coperte ancora calde del letto matrimoniale è anche di qui!!!
    Quando all'alba le nonne impastavano nelle case fredde ancora senza focolare l'unica "camera di lievitazione" a cui potevano pensare era appunto il letto ancora caldo!
    Io no ci pensavo proprio più a queste tradizioni ormai perse....grazie di aver fatto riaffiorare questi ricordi nella mia memoria! ^_^
    Un bacio

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  3. Ho ripensato a quando faceva il pane la mia nonna, sapori e tempi lontani!Ho visitato Alberobello e non si può non rimanere incantati dalla sua bellezza! Buon fine settimana.

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  4. è davvero perfetto...chissà che buon sapore...

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  5. mi piacerebbe moltissimo vederli e osservarli da vicino non ho mai avuto l opportunità di andarli a visitarli.. però chi è stato sono rimasti incantati da queste bellissime e caratteristiche costruzioni...
    ottimo il tuo pane ho il lm pronto per essere utilizzato ...
    lia

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  6. Amo i trulli anche se non ne ho mai visto dal vivo uno :)
    Amo il pane con tutta me stessa :)
    Quest anno sto trntando di nuovo di creare la MIA pasta madre :)
    E appena ci riesco, stavolta lo so e' quella buona!, panifichero' per tutto il paese manco ci fosse la carestia!!!!!
    E poi ci voglio fare quel disegno a spiga ! Si, si, si!!!!

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  7. Mmm… sembra fantastico... ma va' contro le mie intolleranze :-(
    Ho scoperto il tuo blog attraverso un altro blog di cucina che seguiamo in comune e l'ho trovato meraviglioso! Sopratutto adoro la toscana!!!
    Sul mio blog ho inaugurato un Contest per una “ricetta senza lievito” con in palio un libro di cucina a sorpresa: ti và di partecipare?
    A presto, ciao, buon week-end!

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  8. un pain spongieux et délicieux bravo
    bonne soirée

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  9. faccio un pane ogni fine settimana con una lievitazione piu` lunga della tua che ai adatta meglio al mio ritmo di vita....gia mi pregusto il profumo in casa domani pomeriggio!
    francesca

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  10. Affascinante! Io vivo in Puglia, ma nel Salento e non ho mai visto un trullo all'interno se non nelle riviste. E' stupendo! Però sono sarda e su youtube mi perdo spesso a vedere i filmati dove le donne sarde preparano il pane. Ed io poi metto in pratica. Bravissima! Azzurra (che poi sono Antonietta per l'anagrafe e per facebook)

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